Questa è una favola triste…
ma non tutte le favole possono aver un lieto fine…
ci sono anche queste… forse più vere… o soltanto forse più significative…
Io vorrei tanto, ma tanto, che nessuno mai… perdesse la voglia di lottare… per vivere! Auguri speciali per tutti coloro che soffrono! Felice 2012… ovunque voi siate…
E c’era una volta una stella che brillava nel cielo, più di tutte le altre,
bastava guardarla e d’improvviso ti sentivi invasa di una gioia immensa,
non sapevi il perchè, ma eri felice perchè quella piccola stella sembrava dar forza a chi , sia pur per involontariamente, incrociava la sua scia luminosa.
E c’era nel suo bianco letto di ospedale tra l’odore acre di medicinali, abiti bianchi e silenzio ovattato un bimbo ammalato…
La sua vita era diversa dagli altri bambini, ogni giorno lottava, ma scherzava appena le forze glielo permettevano… era forte lui, mai una lacrima, un attimo di disperazione, mute domande di un bimbo troppo piccolo per afferrare il perchè di alcuni eventi…
Nel suo cuore cresceva la forza, l’amore, la voglia di farcela sempre e comunque… chissà forse perchè un giorno di mezza estate, osservando per caso, la volta del cielo, puntò il suo sguardo su quella piccola stella… chissà…
E quel bambino, pian piano, nella sua sofferenza, nella sua vita diversa crebbe e divenne dapprima un ragazzo bellissimo, amato da tutte le donne, circondato da amici ai quali dedicava gran parte del suo tempo, delle sue attenzioni, per poi sparire nei giorni in cui doveva ritrovarsi ancora ed ancora in quel letto d’ospedale…
Stanco appoggiava la testa sul cuscino ed il suo viso appena di lato, sembrava cercare ancora, quella piccola stella tra il velo sottile delle tende che pendevano candide dai vetri della sua camera…ma spesso esausto si addormentava, sognando una vita normale…
E poi divenne un uomo, un uomo con un cuore da leone, negli anni, aveva cumulato nonostante tutto tanto amore da donare, che tutti lo invidiavano per la sua forza, la sua voglia di non arrendersi, per il suo coraggio… e per le sue mancate lacrime…
Ma lui piangeva, di nascosto, ma lo faceva… liberava tutto il suo dolore, si svuotava di ogni piccolo disagio e continuava la sua battaglia…
Eppure c’era una cosa che lo irritava più di tutto… sentirsi compatito, lui non voleva sguardi pietosi, non voleva avere l’assillo di premure di chi lo circondava, lui voleva vivere… per poco… una vita normale, nell’isola che non c’è con un amore grande che lo facesse soltanto sentire un uomo vero, uguale agli altri…
La stellina da lontano continuava ad accompagnarlo nel corso delle sue mute preghiere… e pian piano, ogni giorno, gli donava parte della sua forza, della sua scia luminosa… anche se s’impoveriva sempre di più…
E fu così… che incontrò l’amore, quello che aveva tante volte sognato, quello che fa battere il cuore e provocare un’emozione così grande da sfibrare il suo povero fisico debilitato…
Quello stesso amore che visse per tre lunghi giorni, sospeso tra realtà e fantasia…
Non sapeva nemmeno più lui stesso se fosse veramente il protagonista di una felicità così completa… era felice… per la prima volta era felice… come aveva sempre desiderato…
La stellina ormai aveva una debolissima luce… aveva donato tutto ciò che poteva o quasi… eppure non voleva abbandonarlo nella sua dura lotta, nei momenti in cui lo vedeva peggiorare sempre di più…
E questa volta la forza vitale di quest’uomo si estinse, era stanco di dover lottare contro sè stesso, contro la vita che lo aveva deprivato di giorni normali…
Stanco di dover fingere una vita come tutti… stanco… e si chiuse nel silenzio, nel buio della sua esistenza, solo a combattere, solo da solo… voleva solo star solo… aspettando forse la pace!
La stellina commossa lo guardava, in silenzio… e, non potendo fare molto di più per lui, nel buio della notte… mentre si appisolava stremato… lo accarezzava, regalandogli ancora ed una volta ancora… la docezza di quell’amore provato e sfumato troppo presto…
Fata scalza